1) Bayle. Rinascimento e irreligiosit.
P. Bayle, il grande ugonotto, colloca nel periodo umanistico
l'inizio del diffondersi dell'irreligiosit e dell'ateismo.
P. Bayle, Dizionario storico e critico, voce Takiddin.

Gli studi della scienza avevano gettato dei dubbi negli spiriti;
avevano aperto gli occhi a molti su i cavilli della setta
maomettana; e da allora il culto, lo spirito religioso, la
devozione avevano subito uno straordinario indebolimento [...].
Voi non potete togliere dal cervello di un'infinit di gente che
Descartes e Gassendi credono tanto poco alla realt come alle
favole della Grecia... I protestanti non hanno una migliore
opinione su le massime di Descartes. Generalmente parlando si
taccia di incredulit i cartesiani, e si crede che la loro
filosofia sia pericolosa per il Cristianesimo; cos, secondo il
sentimento di molti, quegli stessi che hanno dissipato nel nostro
secolo le tenebre sparse dalla Scolastica su tutta l'Europa, hanno
moltiplicato gli spiriti magnanimi e aperto le porte all'ateismo o
al pirronismo, o alla miscredenza dei pi grandi misteri della
Cristianit. Ma non  soltanto agli studi della filosofia che si
imputa la irreligiosit, ma anche a quelli vlti alle belle
lettere; perch si pretende che l'ateismo non ha cominciato ad
apparire in Francia che sotto il regno di Francesco primo, ed a
sorgere in Italia quando vi rifior l'Umanesimo (lors que les
Humanitez y refleurirent) [...]. In realt,  certo che la
maggioranza degli spiriti illuminati e dei dotti umanisti, quando
le lettere cominciarono a rinascere dopo la presa di
Costantinopoli, non avevano affatto senso religioso. D'altra
parte, la restaurazione delle lingue dotte e della bella
letteratura, ha preparato il cammino ai riformatori, come bene
l'avevano previsto i monaci e i loro sostenitori, che non
cessavano di protestare e contro Reuchlin e contro Erasmo e contro
gli altri flagellatori della barbarie [...].
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
sesto, pagina 122.
